Fatturazione elettronica obblighi 2026: chi è obbligato e chi no
Riassumi con l'AI
Fatturazione elettronica obblighi 2026: chi deve emetterla, chi è escluso, termini di invio, conservazione, sanzioni e sei controlli per essere in regola.
Devi emettere fattura elettronica se hai partita IVA in Italia e vendi a soggetti italiani. Vale anche per i forfettari. Le eccezioni sono poche. Chi è dispensato per legge dall'emettere fattura, come i piccoli produttori agricoli. Gli operatori sanitari, per le prestazioni ai consumatori finali. In tutti gli altri casi, una fattura che non passa dal Sistema di Interscambio non vale come fattura.
Questa guida sugli obblighi di fatturazione elettronica ti dà l'elenco degli esclusi e i termini da rispettare. Ti dà anche sei controlli. Testo aggiornato a novembre 2026, sulle pagine dell'Agenzia delle Entrate. La tua situazione specifica va sempre confermata dal commercialista.
Chi è obbligato
Sono obbligati i titolari di partita IVA residenti o stabiliti in Italia. Vale per le operazioni verso soggetti italiani (documentato dall'Agenzia delle Entrate). Rientrano società, ditte individuali e liberi professionisti.
I forfettari sono obbligati dal 2024. Prima c'era un'esenzione legata ai ricavi, oggi non esiste più (secondo le fonti consultate).
Vale anche quando vendi a un consumatore finale. La fattura è comunque elettronica: il cliente riceve una copia leggibile, e tu inserisci il codice destinatario "0000000".
Se non sei titolare di partita IVA, non devi emettere fatture. Un privato che acquista riceve la fattura, e non la emette.
Chi è escluso
L'Agenzia delle Entrate indica due gruppi di esonerati, citati come esempi (documentato dall'Agenzia delle Entrate):
- I piccoli produttori agricoli (art. 34, comma 6, DPR 633/1972).
- Chi ha chiesto la dispensa dagli adempimenti per le operazioni esenti (art. 36-bis DPR 633/1972).
Poi c'è un divieto specifico. Gli operatori sanitari non emettono fattura elettronica via SdI per le prestazioni ai consumatori finali. Serve a tutelare i dati sulla salute (documentato dall'Agenzia delle Entrate). Inviano i dati al Sistema Tessera Sanitaria. Se la prestazione è verso un'azienda o una pubblica amministrazione, la fattura elettronica resta obbligatoria.
L'elenco degli esonerati non è completo: chiedi al commercialista se rientri in un caso particolare.
Tre scadenze da conoscere
- Termine di invio al SdI: dodici giorni, con regole di calcolo che dipendono dal tipo di operazione (secondo le fonti consultate).
- Scarto: se il SdI respinge la fattura, hai cinque giorni dalla notifica per correggere e reinviare. Se lo fai in tempo, la fattura mantiene data e numero originali.
- Conservazione: le fatture vanno conservate per almeno dieci anni (documentato dalla normativa). Il servizio gratuito dell'Agenzia permette di conservarle senza costi, se aderisci.
Cosa rischi
Una fattura emessa fuori dal SdI non è valida come fattura elettronica. Una fattura emessa o trasmessa in ritardo può comportare sanzioni.
Dopo la riforma del 2024, una fattura omessa o tardiva può costare il 70% dell'imposta. Il minimo è 300 euro per operazione. Questo vale se incide sulla liquidazione IVA. Altrimenti la sanzione fissa va da 250 a 2.000 euro (secondo le fonti, da verificare nel D.Lgs. 87/2024). Il ravvedimento operoso può ridurre queste cifre.
Se ti accorgi di un errore, avvisa subito il commercialista. Prima si corregge, più la sanzione scende.
Novità del 2026
Le specifiche tecniche della fattura elettronica sono passate alla versione 1.9.1, utilizzabile dal 15 maggio 2026 (documentato dall'Agenzia delle Entrate). Chiedi al fornitore del software se è aggiornato.
Gli strumenti gratuiti
L'Agenzia offre gratis il portale Fatture e Corrispettivi e l'app FatturAE. Servono a preparare, inviare, conservare e consultare le fatture (documentato dall'Agenzia delle Entrate).
Vanno bene per pochi documenti al mese. Con più fatture, un software dedicato riduce gli errori e il tempo. Per scegliere, c'è il confronto Fatture in Cloud, TeamSystem e Zucchetti. I termini sono nel glossario fatturazione elettronica.
Sei in regola? Sei controlli
- Il codice destinatario o la PEC dei clienti sono corretti e aggiornati.
- Gli scarti arrivano a una persona che li legge entro il giorno.
- Il software usa le specifiche aggiornate.
- Le fatture sono conservate, nel software o nel servizio dell'Agenzia.
- Il commercialista accede alle fatture, e le emesse e ricevute combaciano con i registri.
- Per gli acquisti dall'estero e le integrazioni, è chiaro chi emette cosa.
Cosa fa salire il costo
Clion S.p.a. non pubblica prezzi per questo tema. Il costo di gestione dipende da quattro cose:
- Il numero di fatture emesse e ricevute ogni anno.
- Il software scelto, e se include conservazione e assistenza.
- Quanto il commercialista lavora sulle tue fatture.
- Se hai casi particolari, come operazioni con l'estero.
Se vuoi un parere sul tuo processo di fatturazione, contatta Clion S.p.a.: ti aiutiamo a preparare le domande per il commercialista.
La fatturazione elettronica riguarda anche i privati?
No. L'obbligo riguarda chi emette fattura con partita IVA. Un privato la riceve e non ne emette.
Cosa cambia tra fattura elettronica B2B e B2C?
Il formato e il passaggio dal SdI sono gli stessi. Per un consumatore si usa il codice destinatario "0000000" e il cliente riceve una copia leggibile.
Serve un software o basta il sito dell'Agenzia?
Per pochi documenti bastano gli strumenti gratuiti dell'Agenzia. Con più volumi, un software riduce errori e tempo.
Le fatture vanno conservate anche se il software le archivia?
Sì, per almeno dieci anni. Controlla se il software include la conservazione a norma o se serve un servizio a parte.
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