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Google Ads vs Meta Ads: da dove partire con il tuo budget

Carmine Luise Carmine Luise
8 min di lettura

Riassumi con l'AI

Google Ads vs Meta Ads: un controllo di dieci minuti sulle ricerche e il calcolo del costo massimo per contatto per scegliere dove investire.

Se le persone cercano già su Google quello che vendi, parti da Google Ads. Se nessuno lo cerca ancora e devi farlo scoprire, parti da Meta Ads. Sono gli annunci su Facebook e Instagram. Se non sai quale caso è il tuo, un controllo di dieci minuti sulle ricerche te lo dice.

Questa guida sul confronto Google Ads vs Meta Ads parte da quel controllo. Poi calcola quanto puoi pagare un contatto prima di andare in perdita, che è il numero che decide il budget.

Le differenze in una tabella

CriterioGoogle AdsMeta Ads
Quando compariQuando la persona cercaQuando la persona scorre il feed
DomandaRaccoglie quella che esisteLa crea in chi non cercava
FormatiSearch, Shopping, Display, Performance MaxFeed, Stories e Reels su Facebook e Instagram
Cosa guida la sceltaLe parole che le persone digitanoInteressi e comportamenti del pubblico
Adatto aServizi e prodotti cercati attivamenteProdotti da scoprire, ritorno su chi ha già visitato il sito

La regola "Google raccoglie, Meta crea" è una semplificazione. Alcuni formati di Google creano domanda: Performance Max, Display e YouTube. Meta converte bene in molti e-commerce. Serve a scegliere da dove partire, non a escludere un canale.

Il controllo di dieci minuti: la domanda esiste già?

Apri Google e cerca quello che vendi con le parole che userebbe un cliente. Poi apri il Pianificatore delle parole chiave, che trovi in un account Google Ads anche senza campagne attive. Inserisci le stesse parole e guarda le ricerche mensili.

Se vedi molte ricerche, c'è domanda da raccogliere. Google Ads può funzionare. Se i volumi sono bassi o nulli, la gente non cerca il tuo prodotto con quel nome: devi farlo scoprire, e Meta Ads è più adatto.

Volumi bassi possono anche dire che il mercato è di nicchia, e quindi piccolo. In quel caso, il problema non è il canale: controlla quante persone potresti raggiungere in totale.

Il Pianificatore dà stime, non conteggi esatti, e le ricerche locali spesso compaiono con intervalli ampi. Usalo come ordine di grandezza.

Google Ads: cosa fa e cosa non fa

Google Ads mostra l'annuncio a chi sta cercando, con un bisogno già formato. Funziona bene per servizi urgenti o specifici: una riparazione, una consulenza, un prodotto con un nome preciso.

Il limite è il costo del clic, che sale dove i concorrenti competono per le stesse ricerche. In settori come quello legale o assicurativo i clic possono costare molto più che altrove (pratica di settore). Per un e-commerce, c'è il dettaglio in Google Ads per e-commerce: Shopping, Search e Performance Max.

Meta Ads: cosa fa e cosa non fa

Meta Ads raggiunge persone che stanno scorrendo il feed, senza un bisogno dichiarato. Funziona per prodotti che si scoprono con le immagini, per eventi e per aperture di negozi. Funziona anche per il retargeting, cioè mostrare l'annuncio a chi ha già visitato il sito.

Il limite è che il percorso verso l'acquisto richiede più passaggi. Un clic su Meta costa spesso meno. Porta però persone meno pronte a comprare (pratica di settore). Per questo il confronto sul costo del clic è poco utile. Conta il costo per contatto utile.

I moduli istantanei dentro Facebook e Instagram generano molti contatti con poco sforzo. Spesso sono meno qualificati di quelli che arrivano dal tuo sito (pratica di settore). Chiedi sempre una domanda di filtro nel modulo.

Il numero che decide: quanto puoi pagare un contatto

Prima di scegliere, calcola il costo massimo per contatto. Si calcola in tre passi:

  1. Margine per cliente: quanto ti resta di un cliente nuovo, dopo costo del lavoro o del prodotto, commissioni e resi.
  2. Tasso di chiusura: quanti contatti su dieci diventano clienti.
  3. Costo massimo per contatto: margine per cliente moltiplicato per il tasso di chiusura.

Un esempio inventato, per mostrare il calcolo. Un cliente ti lascia 300 euro di margine. Chiudi un contatto su quattro, cioè il 25%. Puoi pagare al massimo 75 euro per contatto. Sopra, vai in perdita.

Il calcolo ha due limiti. Se i clienti tornano, puoi contare anche i riacquisti, ma solo se li hai misurati. E se un contatto impiega mesi a chiudere, il ritorno arriva in ritardo: serve liquidità per aspettarlo.

Con questo numero confronti i due canali nello stesso modo. Non conta quale costa meno al clic, ma quale porta contatti sotto soglia.

Come dividere il budget

Non esiste una percentuale valida per tutti, né un budget minimo uguale per ogni settore. Segui questo ordine:

  1. Se c'è domanda di ricerca, parti con Google Ads e raccogli quella.
  2. Aggiungi Meta Ads per il retargeting su chi ha visitato il sito. È spesso la parte più economica.
  3. Estendi Meta Ads a un pubblico nuovo solo quando il tracciamento funziona e il costo per contatto è sotto soglia.

Per stimare il budget minimo, parti dal costo massimo per contatto. Moltiplicalo per i contatti che servono a capire se il canale funziona, per esempio dieci o venti. Quello è il budget del test, e dipende dal tuo caso.

Meta indica circa 50 eventi di ottimizzazione in sette giorni per uscire dall'apprendimento (documentato da Meta, nella guida sulla fase di apprendimento). Con un budget che non arriva a quel numero, i risultati restano instabili. Un budget piccolo si ripartisce meglio su un solo canale che su due.

Cosa serve per far funzionare entrambi

Senza tracciamento, nessuno dei due ottimizza bene. Servono eventi di conversione impostati, per esempio l'invio del modulo o l'ordine. Con Google Analytics 4 il metodo è in come impostare i KPI del sito web. Per Meta serve anche il Pixel o la Conversions API. È il collegamento diretto tra il tuo sito e Meta.

Il banner dei cookie deve passare il consenso a entrambe le piattaforme. Con poco consenso raccolto, i dati sono incompleti e i costi per contatto risultano falsati.

Cosa fa salire il costo

I costi per clic medi variano molto per settore e per periodo, e Clion S.p.a. non li pubblica. Il costo dipende da cinque fattori:

  1. Quanti concorrenti competono per le stesse ricerche o lo stesso pubblico.
  2. La qualità della pagina di arrivo e la sua velocità.
  3. La qualità delle immagini e dei video, per Meta.
  4. Il tasso con cui un visitatore diventa un contatto.
  5. La stagione: in alcuni periodi la domanda e la concorrenza salgono.

Quale scegliere in base al tuo caso

Se vendi un servizio cercato quando serve, come un idraulico o un consulente fiscale, parti da Google Ads. Se vendi un prodotto che si sceglie guardandolo, come moda o arredamento, Meta Ads può dare risultati più rapidi. Se non sai da quale parte stare, esegui il controllo sulle ricerche e calcola il costo massimo per contatto.

Se vuoi un parere sul tuo caso prima di spendere, contatta Clion S.p.a.: guardiamo ricerche, margini e tracciamento e ti diciamo da quale canale cominciare.

Posso usare Google Ads e Meta Ads insieme?

Sì. Google Ads raccoglie la domanda che esiste. Meta Ads ne crea di nuova e fa retargeting. Prima di usarli insieme, controlla che il tracciamento funzioni su entrambi.

Quale dei due costa meno per iniziare?

Il clic costa spesso meno su Meta, ma questo dice poco. Conta il costo per contatto utile, cioè un contatto che diventa cliente. Calcolalo con il margine per cliente e il tasso di chiusura.

Un e-commerce dovrebbe scegliere Google o Meta?

Spesso usa entrambi, con ruoli diversi. Google intercetta chi cerca già il prodotto. Meta lo fa scoprire a chi non lo conosce e rincontra chi ha visitato il sito.

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Carmine Luise

Scritto da

Carmine Luise

Founder di Clion S.p.a.

Carmine Luise - founder di Clion S.p.a., software house e web company nata nel 2008 a Porto Potenza Picena. Guida lo sviluppo di soluzioni digitali su misura per le aziende italiane: software gestionali ed ERP, siti web ed e-commerce, strategie di digital marketing. Scrive su questo blog per condividere l'esperienza pratica maturata in oltre 15 anni di progetti con PMI italiane.

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