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LinkedIn per aziende: guida alla presenza in cinque passi

Carmine Luise Carmine Luise
6 min di lettura

Riassumi con l'AI

LinkedIn per aziende: cinque passi per la pagina, chi pubblica, come trovare gli argomenti nelle domande dei clienti e come misurare i risultati.

LinkedIn conviene se vendi ad altre aziende o a professionisti. Chi decide l'acquisto deve essere una persona con un ruolo preciso. Se vendi a consumatori, di solito altri canali rendono di più. Per un'azienda piccola basta un ritmo sostenibile: un contenuto a settimana, dal profilo di chi conosce davvero il lavoro, e una pagina aziendale curata.

Questa guida a LinkedIn per aziende ti dà cinque passi. Ti dà anche un metodo per trovare gli argomenti dei contenuti nelle domande dei tuoi clienti.

Passo 1. Cura la pagina aziendale

La pagina aziendale è la scheda ufficiale dell'azienda. Chi ti trova la usa per capire se sei credibile. Completa questi elementi:

  1. Logo e immagine di copertina riconoscibili.
  2. Una descrizione che dica cosa fai, per chi e in quale zona.
  3. Il settore e il sito web.
  4. Il pulsante di azione, per esempio "Visita il sito" o "Contattaci".

Non serve pubblicare tanto sulla pagina. Serve che chi arriva, anche da un messaggio di un tuo dipendente, trovi informazioni chiare.

Chiedi a chi lavora con te di indicare l'azienda nel proprio profilo. Così la pagina mostra le persone, e i clienti vedono chi c'è dietro.

Passo 2. Decidi chi pubblica

I contenuti dei profili personali ricevono in genere più interazioni di quelli delle pagine (pratica di settore). Le persone seguono persone più delle aziende. Per questo conviene far pubblicare chi conosce il lavoro: il titolare, un responsabile tecnico, chi segue i clienti.

La pagina resta utile per ospitare contenuti istituzionali, offerte di lavoro e annunci. Il contenuto che costruisce fiducia parte dai profili.

Metti d'accordo chi pubblica su cosa si può dire in pubblico. Non condividere dati dei clienti, prezzi riservati o dettagli di commesse senza il loro permesso.

Passo 3. Trova gli argomenti nelle domande dei clienti

Il contenuto che funziona su LinkedIn risponde a un problema reale. Per trovarlo, parti dalle domande dei clienti.

  1. Apri le ultime venti email o richieste che hai ricevuto.
  2. Sottolinea le domande che tornano.
  3. Per ogni domanda, scrivi un contenuto breve con la risposta.

Alcuni formati utili:

  1. Una risposta in cinque righe a una domanda ricorrente.
  2. Un errore frequente del tuo settore e come evitarlo.
  3. Un passaggio del tuo lavoro, spiegato con una foto o un documento senza dati riservati.
  4. Una novità normativa del settore, spiegata in modo semplice, con la fonte.

Evita i comunicati sull'azienda e le frasi generiche. Un contenuto che qualsiasi concorrente potrebbe firmare non porta contatti.

Passo 4. Scegli un ritmo che puoi mantenere

Uno schema realizzabile per chi ha poco tempo:

  1. Un contenuto a settimana, preparato in anticipo.
  2. Un quarto d'ora per rispondere ai commenti e ai messaggi.
  3. Un quarto d'ora per commentare i contenuti di clienti e partner.

È un ritmo, non una regola. Meglio un contenuto a settimana per un anno che cinque in un mese, poi più nulla.

Non usare strumenti che automatizzano messaggi o richieste di collegamento. Le condizioni di LinkedIn vietano l'uso di software di automazione (documentato da LinkedIn), e rischi la sospensione dell'account.

Passo 5. Misura cosa funziona

Per ogni contenuto, guarda negli insight tre cose: le impressioni, cioè quante volte è stato mostrato, i commenti e i clic. Poi segna quali argomenti ottengono più risposte.

Per sapere se LinkedIn porta visite al tuo sito, aggiungi ai link i parametri UTM. Sono etichette che dicono a Google Analytics da dove arriva il clic. Per esempio, utmsource=linkedin e utmmedium=social. Così le visite compaiono con la sorgente giusta. Il metodo di lettura è in come impostare i KPI del sito web.

Il risultato vero è il numero di richieste che citano LinkedIn. Chiedi ai nuovi contatti come ti hanno trovato e annotalo.

E gli annunci su LinkedIn?

LinkedIn Ads permette di mostrare annunci a ruoli e settori precisi. È utile per vendere a figure professionali. I costi per clic sono spesso più alti di altre piattaforme (pratica di settore).

Parti dall'organico. Passa agli annunci quando sai quali contenuti funzionano e hai un obiettivo con un costo massimo per contatto. Il calcolo è in Google Ads vs Meta Ads. Per misurare gli annunci serve il tag di LinkedIn, che richiede il consenso ai cookie.

Cosa fa salire il lavoro

Clion S.p.a. non pubblica prezzi. Il lavoro dipende da quattro cose:

  1. Quante persone dell'azienda pubblicano e vanno guidate.
  2. Se i contenuti vanno scritti da noi o rivisti dopo la bozza.
  3. Quanto materiale visivo serve.
  4. Se vengono aggiunti gli annunci.

Se vuoi che qualcuno guardi la tua pagina e imposti un ritmo di pubblicazione, contatta Clion S.p.a.. Per la strategia sui social in generale, c'è la guida strategica ai social media.

Serve una pagina aziendale se pubblico dal profilo personale?

Sì. La pagina è la scheda ufficiale dell'azienda e dà credibilità a chi cerca informazioni. I profili personali portano più interazioni, ma non la sostituiscono.

Quanto tempo richiede gestire bene LinkedIn?

Dipende dal ritmo. Con un contenuto a settimana e un quarto d'ora per rispondere e commentare, bastano poche ore al mese. Il tempo cresce con più persone coinvolte.

LinkedIn Ads serve fin dall'inizio?

No. Parti dall'organico, per capire quali argomenti interessano. Valuta gli annunci quando hai un obiettivo preciso e un costo massimo per contatto.

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Carmine Luise

Scritto da

Carmine Luise

Founder di Clion S.p.a.

Carmine Luise - founder di Clion S.p.a., software house e web company nata nel 2008 a Porto Potenza Picena. Guida lo sviluppo di soluzioni digitali su misura per le aziende italiane: software gestionali ed ERP, siti web ed e-commerce, strategie di digital marketing. Scrive su questo blog per condividere l'esperienza pratica maturata in oltre 15 anni di progetti con PMI italiane.

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